B&B del Corso — Capo d'Orlando
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Capo d'Orlando

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Capo d'Orlando

Un promontorio che entra nel Tirreno con un faro in punta e un santuario sulla cima: base perfetta tra il porto per le Eolie e le faggete dei Nebrodi.

Il Monte della Madonna e il faro

Il promontorio si sale a piedi o in auto: in cima il Santuario di Maria Santissima di Capo d'Orlando e i resti del castello, con la vista che copre tutta la costa fino a Cefalù nelle giornate limpide. Sotto, il faro sulla punta è il simbolo della città.

Il lungomare Andrea Doria

La passeggiata a mare, con la sabbia scura e gli scogli. È il posto dove la città vive la sera: gelaterie, bar e famiglie fino a tardi.

Villa Piccolo di Calanovella

La casa-museo dei baroni Piccolo, cugini di Tomasi di Lampedusa, immersa in un parco: manoscritti, acquerelli e la biblioteca di una famiglia che ha attraversato il Novecento siciliano. Verifica gli orari prima di andare.

Le Terme romane di Bagnoli

A tre chilometri dal centro, in contrada Bagnoli, ci sono i resti di un impianto termale romano del III-IV secolo d.C., parte di una villa signorile: otto vani divisi in tre ambienti, riportati alla luce nel 1987 durante uno scavo. È la testimonianza più concreta del fatto che qui si viveva bene già duemila anni fa. Si raggiunge in meno di dieci minuti d'auto, o con l'autobus urbano dalla stazione.

Le Cave del Mercadante

Dentro l'area del porto turistico, fra i due bracci, quando la marea è bassa affiora dalla roccia una cosa che non si spiega: un centinaio di metri di arenaria incisa con grandi dischi circolari, solchi profondi una decina di centimetri e diametri fra uno e due metri. Li chiamano i rocchi, e il sito è la Cava del Mercadante. Sono emersi durante gli scavi per la costruzione del porto, negli stessi anni in cui poco più in là si trovavano le terme romane. Nessuno sa a cosa servissero. Per molto tempo si è pensato a macine da mulino, ma il Comune stesso oggi esclude l'ipotesi: l'arenaria è troppo tenera. Altre supposizioni parlano di rocchi di colonna, o di ormeggi per le navi. Il mistero resta, e per vederli bisogna azzeccare la marea.

Il Castello Bastione e l'Antiquarium

Il Castello Bastione, che gli orlandini chiamano anche Torre del Trappeto, risale probabilmente al XIV secolo ed è legato a una coltura qui scomparsa: le cannamele, le piantagioni di canna da zucchero che nel Medioevo occupavano questa piana. Oggi è restaurato e ospita eventi e cinema all'aperto. Poco distante, l'Antiquarium comunale «Agatirnide» raccoglie reperti che partono dal XII secolo a.C.; in contrada Malvicino resta un altro bastione a pianta quadrata su tre livelli, eretto a difesa delle terre.

Agatirno, e il nome

L'insediamento antico si chiamava Agathyrnum ed è citato dalle fonti classiche: il nome attuale è molto più tardo. La tradizione lo lega al paladino Orlando, quello del ciclo carolingio, e vuole che fosse Carlo Magno a battezzare così il promontorio. Prove non ce ne sono, ma il nome è rimasto e il paladino è finito nello stemma della città.

Il borgo di San Gregorio

Sulla riviera di levante, fra i faraglioni, c'è il vecchio borgo dei pescatori: una piazzetta, una chiesetta dedicata a San Gregorio Magno, le case basse davanti al mare. Fino a metà Novecento non c'era la strada litoranea: al centro ci si arrivava solo per il sentiero Goletta, sopra la collina. E qui, in una casa vicino a una spiaggia deserta, nell'estate del 1963 Gino Paoli scrisse «Sapore di sale». La storia →

Il paese del basket

C'è un dato che a Capo d'Orlando raccontano con orgoglio, e a ragione: con circa tredicimila abitanti, nella stagione 2007-08 questo è stato il comune più piccolo d'Italia ad avere giocato in Serie A di pallacanestro. L'Orlandina Basket, nata nel 1978 nel cortile di una scuola elementare, gioca al PalaFantozzi, 3.613 posti a un chilometro dal corso. D'inverno, la domenica pomeriggio, il paese è lì. La storia e come vedere una partita →

Perché come base funziona

Da qui il porto di Milazzo per le Eolie è a 45 minuti d'auto e il Parco dei Nebrodi è alle spalle: si può alternare mare, isole e montagna senza cambiare alloggio.

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Domande frequenti su Capo d'Orlando

Capo d'Orlando è una buona base per le Eolie?

Sì: il porto principale di imbarco, Milazzo, è a circa 45 minuti d'auto, con aliscafi frequenti verso tutte le isole. In estate esistono anche collegamenti stagionali da altri scali della costa, da verificare di volta in volta.

Quanti giorni servono per visitarla?

Due giorni bastano per la città: promontorio e faro, lungomare, Villa Piccolo e il porto. Il valore aggiunto è ciò che le sta intorno: Eolie e Nebrodi in giornata.

Per cosa è famoso Capo d'Orlando?

Per quattro cose che non c'entrano l'una con l'altra: «Sapore di sale» di Gino Paoli è nata qui nel 1963; l'Orlandina Basket ha fatto di questo comune il più piccolo d'Italia in Serie A; Villa Piccolo, a un quarto d'ora dal centro, è la casa dove Tomasi di Lampedusa scriveva il Gattopardo; e nel 2025 Christopher Nolan ha girato il suo Ulisse nelle isole che si vedono dal lungomare. Poi il promontorio col santuario e il faro, e il tramonto sulle Eolie.

Com'è il mare a Capo d'Orlando?

Cambia nel giro di due chilometri: sabbia e fondale che degrada piano a San Gregorio, la spiaggia giusta con i bambini; ciottoli e acqua subito profonda sotto il promontorio, la più trasparente della costa; la spiaggia del centro a due passi dal corso. Davanti, sempre, le sagome delle Eolie.

Qual è il centro di Capo d'Orlando?

Il corso — via Francesco Crispi e la zona pedonale intorno — con la piazza, i bar e i negozi, la stazione a pochi minuti a piedi e il lungomare Andrea Doria in fondo. È un centro piccolo e piatto: si gira tutto a piedi, senza auto.

Cosa vedere a Capo d'Orlando in un giorno?

La mattina il Monte della Madonna, con il santuario del 1600 e il faro sulla punta; un bagno sotto il promontorio o a San Gregorio; nel pomeriggio Villa Piccolo di Calanovella; la sera il tramonto dal lungomare con le Eolie davanti. Tutto tranne Villa Piccolo si fa a piedi dal centro.

Nel mezzo di tutto questo

Noi stiamo sul corso, all'ultimo piano.

Quattro camere con colazione e due appartamenti con cucina, due minuti a piedi dal mare e pochi dalla stazione, con un rooftop di 140 m² affacciato sulle isole.

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