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Il Monte della Madonna: santuario, castello e faro

Il promontorio che dà il profilo alla città. Sopra, un santuario del 1600 costruito sulle rovine di un castello; sotto, un faro del 1904 che lampeggia due volte ogni dodici secondi. Come si sale, cosa si vede e quando conviene farlo.

La sagoma che riconosci da lontano

Arrivando da qualunque direzione, la prima cosa che si vede di Capo d'Orlando è il promontorio: una rocca di arenaria che si stacca dalla costa, con una chiesa bianca in cima e un faro rosso ai piedi. Da lontano il santuario sembra sospeso a mezz'aria, per via di come la roccia scende sotto di lui. È il simbolo della città, ed è anche il punto da cui si capisce la geografia di tutto il resto.

1598: la notte dei fratelli Raffa

La storia che gli orlandini raccontano comincia una notte d'ottobre del 1598. I fratelli Raffa, guardiani del castello che allora presidiava il promontorio contro le incursioni dei pirati, sentono dei rumori nello spiazzo davanti alla torre. Secondo la tradizione appare loro San Cono, patrono di Naso, che lascia in custodia un piccolo simulacro della Madonna. La statuetta viene portata a Naso — Capo d'Orlando all'epoca dipendeva da lì — ma una serie di terremoti, per fortuna innocui, convince che debba tornare dov'era stata trovata. San Cono e le altre feste →

1600: ventimila persone

Il vescovo Francesco Velardi della Conca incarica il conte Girolamo Joppolo di costruire una chiesa sulla sommità, nel punto indicato dalla tradizione. I lavori finiscono in meno di un anno, e il 22 ottobre 1600 il santuario accoglie la Madonna: alla processione, raccontano le cronache, parteciparono oltre ventimila persone arrivate da tutta la Sicilia. Quella data è ancora la festa della patrona, e ogni anno si sale all'alba lungo la stessa scalinata.

Il castello che è diventato canonica

Del castello restano i ruderi accanto alla chiesa. La leggenda ne attribuisce la costruzione a Carlo Magno, in onore del paladino Orlando; la storia documentata racconta invece di un presidio militare gravemente danneggiato da un assedio nel XV secolo. Quando si costruì il santuario, le rovine non furono demolite ma inglobate negli edifici per i sacerdoti e per i pellegrini. È il motivo per cui, girando intorno alla chiesa, si passa da muri seicenteschi a muri molto più antichi senza accorgersene.

Cosa c'è dentro

La chiesa è a navata unica con tre cappelle. Sull'altare maggiore c'è una copia in argento del simulacro: l'originale fu trafugato nella notte dell'11 dicembre 1925 e non è mai stato ritrovato; la copia venne realizzata l'anno successivo. Ci sono anche due dipinti di Gaspare Camarda, pittore siciliano del Seicento: L'adorazione dei pastori e Il Crocefisso tra due monaci oranti. Attenzione però: la chiesa non è sempre aperta, e più di un visitatore se n'è lamentato. Se ci tenete a entrare, verificate gli orari delle messe prima di salire.

La scalinata, e quanti gradini sono davvero

Si sale solo a piedi, per una scalinata scandita dalle stazioni della Via Crucis in bassorilievo, con spiazzi pianeggianti e panchine dove riprendere fiato. Sui gradini le fonti non concordano: c'è chi scrive 230, chi «oltre trecento», chi conta 304. Non abbiamo modo di stabilire chi ha ragione, e lo diciamo invece di sceglierne uno a caso — la sostanza è che sono una decina di minuti di salita continua, faticosi con il caldo e banali con il fresco. Anche sulla quota le fonti oscillano fra ottanta e cento metri.

Cosa si vede da lassù

A est la baia di San Gregorio con i faraglioni, e più in là Capo Calavà verso Gioiosa Marea. A ovest la costa che prosegue verso Sant'Agata e, nelle giornate limpide, si arriva a distinguere la rocca di Cefalù. Davanti, le Eolie. E sotto, la città vista dall'alto, con il porto e le due baie che si aprono ai lati del promontorio. Lungo la salita si attraversa macchia mediterranea vera: mirto, rosmarino, finocchio selvatico, cappero, lentisco.

Il faro, ai piedi del monte

Sotto la rocca c'è il faro, che è l'altra metà del simbolo. Costruito nel 1904, è una torre ottagonale in muratura alta dieci metri, in terracotta rossa con i profili bianchi, addossata alla casa del guardiano. La luce sta a ventisette metri sul livello del mare ed emette due lampi bianchi lunghi ogni dodici secondi, visibili fino a sedici miglia nautiche, cioè una trentina di chilometri. È un faro attivo: dal mare, di notte, è ancora quello che segnala questo pezzo di Tirreno.

Quando salire

Presto la mattina o nel tardo pomeriggio. A mezzogiorno d'estate la scalinata è esposta e senza ombra, e la fatica si sente. All'alba il sole arriva da est, dal lato di San Gregorio, e illumina la costa; al tramonto la luce prende il monte di fianco e le Eolie diventano nette. Portate acqua, mettete scarpe chiuse — i gradini sono irregolari — e mettete in conto una mezz'ora buona fra salita, sosta e discesa. I sei posti del tramonto →

Domande frequenti

Quanti gradini ci sono per salire al Santuario di Capo d'Orlando?

Le fonti non concordano: alcune indicano 230 gradini, altre oltre trecento, una conta 304. In pratica si tratta di una decina di minuti di salita continua lungo una scalinata scandita dalle stazioni della Via Crucis, con spiazzi e panchine lungo il percorso.

Si può salire in auto al Monte della Madonna?

Al santuario si accede solo a piedi, per la scalinata. Il percorso è lo stesso usato per la processione del 22 ottobre, giorno della festa della patrona.

Quando fu costruito il Santuario di Maria Santissima?

Nel 1600, per volere del conte Girolamo Joppolo su indicazione del vescovo Francesco Velardi della Conca, accanto alle rovine del castello. Fu completato in meno di un anno e il 22 ottobre 1600 accolse il simulacro della Madonna con una processione di oltre ventimila persone.

Cosa si vede dal Monte della Madonna?

A est la baia di San Gregorio e Capo Calavà, a ovest la costa verso Sant'Agata e, nelle giornate limpide, la rocca di Cefalù. Davanti le Isole Eolie, e sotto la città con il porto e le due baie ai lati del promontorio.

Quando è stato costruito il faro di Capo d'Orlando?

Nel 1904. È una torre ottagonale in muratura alta dieci metri; la luce si trova a ventisette metri sul livello del mare ed emette due lampi bianchi lunghi ogni dodici secondi, visibili fino a sedici miglia nautiche.

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