B&B del Corso — Capo d'Orlando
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Archeologia a Capo d'Orlando: terme, castello e Antiquarium

Tre siti a pochi minuti l'uno dall'altro, e una città antica di cui si discute da cinque secoli. Cosa si vede davvero, quando è aperto, e le cose che nemmeno le fonti ufficiali dicono.

Scritto dalla famiglia del B&B del Corso, che vive a Capo d'Orlando

Agathyrnum, e il problema di dove fosse

La città antica si chiamava Agathyrnum e, secondo la leggenda, la fondò Agatirso figlio di Eolo — lo stesso Eolo delle isole che si vedono da qui — intorno al 1183 a.C. Dove fosse esattamente è stata materia di discussione per secoli: l'identificazione con la moderna Capo d'Orlando risale al Fazello, nel 1558, e da allora è quella accettata. Di quella città, però, non resta un'area urbana da visitare: restano tre luoghi separati, a pochi minuti l'uno dall'altro, e una collezione che li tiene insieme. Capo d'Orlando, la scheda della destinazione →

Le terme romane di Bagnoli

Sono la cosa più antica che si può guardare da vicino: un impianto termale di età romana, in contrada Bagnoli, a circa tre chilometri dal centro verso levante. La datazione al III secolo d.C. non viene da un'iscrizione ma dai pavimenti musivi: sono gli schemi decorativi geometrici dei mosaici a collocare l'edificio in quel secolo.

Il complesso è di otto vani, ma non si vedono tutti: gli scavi ne hanno riportati alla luce sei, e di questi tre sono davvero leggibili. C'erano un frigidarium su tre stanze, un tepidarium e un calidarium di due vani — il percorso del freddo, del tiepido e del caldo che è lo stesso di tutte le terme romane. I mosaici sono in tessellatum, con tasselli di marmo e di pietra. E c'è un dettaglio che racconta più di tutto il resto: l'edificio mostra tracce di riutilizzo fra il V e il VII secolo, quando le terme come istituzione non esistevano più e quelle stanze servivano ad altro.

Il Castello Bastione, che nacque per difendere lo zucchero

Non è un castello feudale ed è per questo che è interessante. La sua costruzione si colloca intorno al XIV secolo, negli anni in cui su questa costa si diffuse la coltivazione della canna da zucchero: serviva a difendere le piantagioni dalle incursioni dei pirati, e accanto lavorava un trappeto, l'impianto dove la canna veniva spremuta e lavorata. Uno zuccherificio fortificato, in sostanza.

La prima volta che compare in un documento ufficiale è nel XVI secolo, nel rapporto sulla costa siciliana redatto per Filippo II. Sta in contrada Bastione, e l'ingresso è libero.

L'Antiquarium «Agatirnide»

È il posto dove le tre storie si ricompongono, e sta in centro: via del Fanciullo, con ingresso da via Nino Mancari, nel seminterrato del Centro Culturale. È aperto al pubblico dal dicembre 2002.

Dentro ci sono i reperti trovati in città e nel territorio, e il salto temporale è ampio: si parte dal XII secolo a.C., l'età del Bronzo, con le ceramiche dell'Ausonio; ci sono i materiali che vengono dalle terme di Bagnoli e quelli della necropoli ellenistica. Otto pannelli illustrano i temi storici del territorio, che è il modo in cui un museo piccolo si spiega senza una guida.

Gli orari invernali pubblicati dal Comune sono 8:00–14:00 e 16:00–19:00, chiuso domenica e lunedì.

Le Cave del Mercadante, che nessuno sa spiegare

Non è un sito archeologico riconosciuto ed è la cosa più curiosa di tutte. Dentro l'area del porto, fra i due bracci, affiora un banco di arenaria lungo un centinaio di metri con incisi dei dischi circolari — qui li chiamano «rocchi» — solchi profondi una decina di centimetri, di uno o due metri di diametro. Sono emersi durante gli scavi del porto e si vedono solo con la bassa marea.

A cosa servissero non si sa. L'ipotesi che verrebbe per prima, cioè che fossero macine, il Comune la esclude: l'arenaria è troppo tenera per macinare qualcosa. Quindi restano lì, con la loro domanda aperta, e ci si può camminare accanto durante il giro del porto. Il giro del porto a piedi →

Come si mettono insieme, in mezza giornata

L'ordine che funziona è questo. Si comincia dall'Antiquarium, perché vedere prima gli oggetti rende leggibili i luoghi: è in centro e si arriva a piedi. Poi le terme di Bagnoli, tre chilometri a levante, dove i mosaici hanno un senso diverso dopo aver visto cosa ci hanno trovato dentro. Il Castello Bastione per ultimo, che è la storia più recente e la più concreta — lo zucchero, i pirati, il trappeto.

Con le Cave del Mercadante si chiude, ma solo se la marea è bassa. È un programma da mezza giornata, e funziona meglio fuori stagione o in una mattina in cui il mare non collabora. Cosa fare quando il tempo gira → · Che mare troverete →

Quello che non siamo riusciti a verificare

Lo scriviamo perché è la parte che di solito manca. Il costo del biglietto dell'Antiquarium non è pubblicato da nessuna delle fonti ufficiali che abbiamo consultato, e nemmeno un recapito telefonico del museo. Gli orari che riportiamo sono quelli invernali: gli orari estivi non sono pubblicati, e in una città di mare è ragionevole aspettarsi che cambino.

Per le terme di Bagnoli, né il portale della Regione né quello della Città Metropolitana indicano orari, modalità di visita o tariffe. E vale l'avvertenza generale su questi luoghi: i siti minori siciliani hanno periodi di chiusura che non sempre finiscono online. Se il giro è il motivo per cui venite, telefonate al Comune prima. I recapiti utili → · Come verifichiamo quello che scriviamo →

Domande frequenti

Si possono visitare le terme romane di Bagnoli?

L'area archeologica esiste ed è a circa tre chilometri dal centro di Capo d'Orlando, verso levante. Né il portale della Regione Siciliana né quello della Città Metropolitana di Messina pubblicano orari, tariffe o modalità di visita: conviene chiedere al Comune prima di andarci. Quello che si vede sono sei vani riportati alla luce su otto, di cui tre ben leggibili, con pavimenti a mosaico.

Quanto sono antiche le terme di Bagnoli?

Risalgono al III secolo dopo Cristo. La datazione non viene da un'iscrizione ma dall'analisi degli schemi decorativi geometrici dei pavimenti musivi. L'edificio mostra anche tracce di riutilizzo fra il V e il VII secolo, quando non funzionava più come impianto termale.

Quando è aperto l'Antiquarium di Capo d'Orlando?

Gli orari invernali pubblicati dal Comune sono 8:00–14:00 e 16:00–19:00, con chiusura domenica e lunedì. Gli orari estivi non sono pubblicati. Il museo è in via del Fanciullo, con ingresso da via Nino Mancari, nel seminterrato del Centro Culturale, ed è aperto al pubblico dal dicembre 2002. Il costo del biglietto non risulta indicato da nessuna fonte ufficiale.

Il Castello Bastione si può visitare gratis?

Sì, il Comune indica l'ingresso libero. Gli orari però sono divisi in due fasce che non coincidono: mattina da martedì a sabato 8:30–12:30, pomeriggio da lunedì a venerdì e la domenica 15:00–19:00. Il lunedì mattina e il sabato pomeriggio è chiuso.

Perché il castello di Capo d'Orlando ha a che fare con lo zucchero?

Perché nacque per quello. La costruzione si colloca intorno al XIV secolo, quando su questa costa si diffuse la coltivazione della canna da zucchero, e serviva a difendere le piantagioni dalle incursioni dei pirati. Accanto funzionava un trappeto, l'impianto dove la canna veniva lavorata.

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Tutti e tre in mezza giornata

L'Antiquarium sta a pochi minuti dal nostro portone.

Il museo è nel Centro Culturale, in centro; il Castello Bastione e le terme si raggiungono in pochi minuti d'auto. È il giro giusto per una mattina di mare mosso o per un weekend fuori stagione, quando in città non c'è nessuno.

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Il corso di Capo d'Orlando che scende verso il mare al tramonto, visto dal rooftop
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