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Brolo: il castello, la spiaggia e lo sbarco del 1943

Dieci minuti a levante di Capo d'Orlando: un castello del X secolo su uno sperone di roccia, una spiaggia di sabbia scura riparata dalla tramontana, e la notte dell'11 agosto 1943, quando seicentocinquanta americani sbarcarono qui alle tre del mattino.

Scritto dalla famiglia del B&B del Corso, che vive a Capo d'Orlando

Brolo: il castello, la spiaggia e lo sbarco del 1943

Dieci minuti a levante

Brolo sta a est di Capo d'Orlando, un quarto d'ora scarso d'auto lungo la costa. È un comune piccolo — poco meno di seimila abitanti su 7,9 km², praticamente a livello del mare — incastrato fra i Nebrodi e il Tirreno e confinante con Ficarra, Naso, Piraino e Sant'Angelo di Brolo. Il nome viene dal latino Brolium, che vuol dire giardino, e per secoli l'economia è stata quella: limoni e olive, prima che dagli anni Sessanta arrivassero il cemento e il turismo estivo. La patrona è Maria SS. Annunziata e si festeggia il 25 marzo.

Il castello sullo sperone

È la cosa che si vede da lontano: un castello medievale su un promontorio roccioso, a picco sull'abitato e sul mare. L'impianto risale al X secolo; in epoca normanna il luogo era chiamato Voab, «fortezza sulla costa». La torre si sviluppa su quattro livelli e termina con una terrazza merlata; al secondo piano c'è il salone di rappresentanza, con lo stemma dei Lancia e un balcone affacciato sulla costa verso Messina. Restano la cinta muraria, due portali d'accesso, il cortile diventato giardino e un pozzo esagonale, che la tradizione locale vuole collegato a cunicoli di fuga verso il mare. Dentro ci sono un percorso museale sulle fortificazioni costiere e uno, decisamente meno rassicurante, sui supplizi medievali.

Bianca Lancia: la storia e il condizionale

Il castello viene raccontato ovunque come la dimora di Bianca Lancia, compagna dell'imperatore Federico II e madre di Manfredi, re di Sicilia. Le fonti però non sono concordi: chi gestisce il castello lo dà per certo, le fonti enciclopediche usano il condizionale — «avrebbe ospitato». Noi lo scriviamo come lo troviamo, perché la differenza fra «ci visse» e «forse ci visse» è esattamente il tipo di dettaglio che le guide saltano. Alla famiglia Lancia il castello appartenne, questo è fuori discussione, e lo stemma nel salone è lì a dirlo. Sul resto c'è anche una leggenda — Maria la Bella, la principessa che aspettava l'amante in arrivo dal mare e che il fratello uccise in un agguato — che i pescatori raccontano ancora, e che è una leggenda: non chiedetele di essere vera.

Le torri si parlavano, e Brolo era un anello

Il castello di Brolo non era isolato. Faceva parte del sistema di avvistamento che correva lungo questa costa: dalla Torre delle Ciavole a Gliaca alla Guardiola di Piraino, da lì a Brolo e infine al castello di Capo d'Orlando, sul promontorio del santuario. Segnali di fuoco e di fumo che annunciavano le vele dei pirati, di collina in collina. È il filo che tiene insieme quattro luoghi che oggi sembrano scollegati, e che si può percorrere in una giornata sola. La Guardiola e la Torre Saracena → · Il castello di Capo d'Orlando →

La spiaggia e il lungomare

La spiaggia di Brolo è di sabbia scura mista a ghiaia, come quasi tutta questa costa, con il fondale che degrada piano vicino a riva: è una delle ragioni per cui ci vanno le famiglie. Si estende fra la foce del torrente di Sant'Angelo di Brolo a levante e la costa di Naso a ponente, con tratti liberi e tratti attrezzati, e alle spalle un lungomare alberato con le panchine. Al largo emerge lo scoglio di Brolo, che è il punto dove si va con la maschera: è quello che vedete nella fotografia qui sopra, ripresa da noi in febbraio. Avvertenza onesta: come da noi, ombra naturale non ce n'è — o si affitta un ombrellone o ci si porta il proprio. Le spiagge di questa costa →

L'11 agosto 1943, alle tre del mattino

È la storia che quasi nessun turista conosce, e succede su questa spiaggia. Nell'agosto del 1943, mentre gli americani risalivano la costa tirrenica verso Messina, il comando decise di scavalcare le linee tedesche via mare. Alle 02:43 dell'11 agosto una task force di circa 650 uomini del 2º battaglione del 30º reggimento di fanteria, al comando del tenente colonnello Lyle A. Bernard, toccò terra a Brolo senza incontrare resistenza: alle quattro erano tutti a riva, con carri, genieri e due batterie di artiglieria, appoggiati dall'incrociatore Philadelphia e da sei cacciatorpediniere. L'obiettivo era Monte Cipolla, l'altura di poco più di duecento metri che domina la statale. I tedeschi si accorsero dello sbarco verso le 03:45 e per tutto il giorno contrattaccarono con fanteria e carri: il battaglione rimase isolato, a corto di munizioni, sotto il fuoco che arrivava dal paese. Il ricongiungimento con il grosso della 3ª divisione avvenne alle 07:30 del 12 agosto. Il conto di quelle ventotto ore fu di 177 uomini fra morti, feriti e dispersi, e il risultato militare fu parziale: i tedeschi abbandonarono la dorsale di Naso un giorno prima del previsto, ma riuscirono comunque a sfilare verso Messina.

Come arrivarci, e in quale ordine

In auto sono un quarto d'ora scarso da Capo d'Orlando lungo la statale 113, o pochi minuti di autostrada. La combinazione che consigliamo: mattina di mare a Brolo — soprattutto se soffia la tramontana e da noi il mare è mosso — castello nel pomeriggio quando cala il caldo, e poi si sale a Piraino, che sta lì sopra, per il tramonto dalla Guardiola. È una giornata piena che sta dentro venti chilometri. Come si legge il mare qui →

Lo scoglio davanti alla spiaggia di Brolo, in una giornata di febbraio: mare piatto, spiaggia vuota, una barca che passa. Fuori stagione questa costa è così.Ripreso da noi

Domande frequenti

Quanto dista Brolo da Capo d'Orlando?

Circa un quarto d'ora d'auto verso est, lungo la statale 113 o con un breve tratto di autostrada. Sono i due comuni vicini sulla stessa costa, separati dal territorio di Piraino e dalla frazione di Gliaca.

Cosa si vede a Brolo?

Il castello medievale su uno sperone di roccia a picco sul paese, con la torre a quattro livelli, la terrazza merlata, il salone con lo stemma dei Lancia e un percorso museale sulle fortificazioni costiere; il centro storico con i vicoli medievali e i palazzi nobiliari; la spiaggia e il lungomare alberato.

Com'è la spiaggia di Brolo?

Sabbia scura mista a ghiaia, con il fondale che degrada dolcemente vicino a riva, il che la rende comoda con i bambini. Ci sono tratti liberi e tratti attrezzati, un lungomare alberato con panchine e, al largo, lo scoglio di Brolo. Ombra naturale non ce n'è.

Bianca Lancia visse davvero nel castello di Brolo?

Le fonti non concordano. Il castello viene raccontato come dimora di Bianca Lancia, compagna di Federico II e madre di Manfredi, ma le fonti enciclopediche usano il condizionale mentre chi gestisce il castello lo dà per certo. Che il castello sia appartenuto alla famiglia Lancia, invece, non è in discussione: lo stemma è nel salone.

Cosa fu lo sbarco di Brolo del 1943?

Un'operazione anfibia americana della campagna di Sicilia: alle 02:43 dell'11 agosto 1943 circa 650 uomini del 2º battaglione del 30º reggimento di fanteria, al comando del tenente colonnello Lyle A. Bernard, sbarcarono sulla spiaggia di Brolo per aggirare le linee tedesche e conquistare Monte Cipolla. Rimasero isolati per un giorno intero sotto i contrattacchi, con 177 fra morti, feriti e dispersi, fino al ricongiungimento con la 3ª divisione la mattina del 12 agosto.

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