Il borgo di San Gregorio
Una piazzetta, una chiesa, le case basse dei pescatori davanti ai faraglioni. Fino a metà Novecento ci si arrivava solo a piedi, e in una casa qui davanti Gino Paoli scrisse «Sapore di sale».
Un paese dentro il paese
Sulla riviera di levante, poco oltre il promontorio, c'è la parte di Capo d'Orlando che sembra un altro posto: San Gregorio. Una piazzetta sul mare, una chiesetta dedicata a San Gregorio Magno, le case basse dei pescatori affacciate sull'acqua, e davanti i faraglioni. Ci si arriva in cinque minuti dal centro, ma l'atmosfera cambia del tutto: qui non c'è il corso, non ci sono le vetrine, c'è la gente seduta fuori.
Prima della strada
È la cosa che spiega tutto il resto. Fino a metà Novecento la litoranea non esisteva: fra il borgo e il centro di Capo d'Orlando c'era la collina, e l'unico collegamento era un sentiero che la scavalcava — il sentiero Goletta. Ci passavano le persone, la spesa, la posta. Per questo San Gregorio è cresciuto come una comunità a sé, con la sua chiesa e la sua festa, e per questo ancora oggi non somiglia al resto della città. Il sentiero, oggi →
«Sapore di sale» è nata qui davanti
Nell'estate del 1963 Gino Paoli passò un mese a Capo d'Orlando, alloggiando — sono parole sue — in «una casa deserta vicino a una spiaggia deserta». Non ha mai indicato il punto esatto, ma la tradizione locale colloca quella spiaggia proprio qui, sulla riviera di San Gregorio. Da quel mese uscì la canzone più estiva della musica italiana, che quasi tutti credono nata in Versilia. La storia intera →
La spiaggia e i faraglioni
Il fondale davanti al borgo è di sabbia che degrada piano: è la parte di costa giusta per chi ha bambini, e il motivo per cui d'estate le famiglie del paese vengono qui. Poco più in là, sotto il promontorio, il fondo diventa di ciottoli e l'acqua si fa subito profonda: lì si va con maschera e pinne. I faraglioni davanti alla riva sono il segno riconoscibile di questo tratto — e sono anche il primo piano migliore per le fotografie all'alba, quando il sole sorge dalla parte di Capo Calavà. Tutte le spiagge →
Il porto, e quello che ci si scopre
Proseguendo verso levante si arriva al porto turistico, in contrada Bagnoli. Ed è lì che, con la bassa marea, affiorano le Cave del Mercadante: un centinaio di metri di arenaria incisa con grandi dischi circolari di cui nessuno conosce la funzione. Poco distante ci sono i resti delle Terme romane del III-IV secolo, e sulla collina sopra il porto il Parco di Scafa, che gli orlandini chiamano «la finestra sul Tirreno». Cosa vedere in città →
Quando venirci
Al tramonto, per il colore che prende la roccia dei faraglioni. All'alba, se vi va di alzarvi: qui il sole esce dal mare e le sagome restano controluce per una ventina di minuti. La sera d'estate, quando la piazzetta si riempie. E d'inverno, quando non c'è nessuno e si capisce meglio cos'era prima che arrivasse la strada. Dove guardare il tramonto →
Domande frequenti
Dov'è il borgo di San Gregorio?
Sulla riviera di levante di Capo d'Orlando, poco oltre il promontorio: cinque minuti d'auto dal centro lungo la litoranea, o venticinque minuti a piedi sul lungomare.
Perché San Gregorio sembra un paese a sé?
Perché lo è stato: fino a metà Novecento la strada litoranea non esisteva e l'unico collegamento con il centro era il sentiero Goletta, sopra la collina. Il borgo è cresciuto come una comunità autonoma, con la propria chiesa dedicata a San Gregorio Magno.
È vero che «Sapore di sale» è stata scritta a San Gregorio?
Gino Paoli scrisse la canzone a Capo d'Orlando nell'estate del 1963 e descrisse l'alloggio come una casa deserta vicino a una spiaggia deserta, senza indicare il punto. La tradizione locale colloca quella spiaggia sulla riviera di San Gregorio.
La spiaggia di San Gregorio è adatta ai bambini?
Sì: davanti al borgo il fondale è sabbioso e degrada lentamente. Sotto il promontorio, invece, il fondo diventa di ciottoli e l'acqua si fa subito profonda, ed è la parte migliore per lo snorkeling.
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