La festa di Maria Santissima, il 22 ottobre
All'alba un fiume di gente sale al santuario sul promontorio. In tarda mattinata la statua scende in paese. È il giorno più importante dell'anno per Capo d'Orlando, e quello in cui tornano tutti quelli che vivono lontano.

Il giorno in cui la città si ferma
Ferragosto è dei villeggianti. Il 22 ottobre è degli orlandini. È la festa di Maria Santissima di Capo d'Orlando, la patrona, e chi vuole capire questo posto dovrebbe esserci quel giorno più che in agosto: le bancarelle occupano tutte le vie del centro, il paese si sveglia prima dell'alba, e a sera i fuochi partono dal lungomare.
La notte del 1598
La tradizione la racconta così. Nella notte del 22 ottobre 1598, sul promontorio, i fratelli Raffa — guardiani del castello che difendeva la costa dalle incursioni dei pirati — sentono dei rumori nel cortile. Un pellegrino, che la tradizione identifica con San Cono, patrono di Naso, ha lasciato un sacchetto con dentro un piccolo simulacro della Madonna coronata con il Bambino. La statuetta viene portata a Naso, da cui Capo d'Orlando allora dipendeva, ma una serie di terremoti convince che debba tornare dove era stata trovata. Il santuario e il castello →
Il 1600, e ventimila persone
Il vescovo Francesco Velardi della Conca incarica il conte Girolamo Joppolo di costruire una chiesa sulla sommità. I lavori finiscono in meno di un anno, e il 22 ottobre 1600 il santuario accoglie la Madonna: alla processione, raccontano le cronache, parteciparono oltre ventimila persone arrivate da tutta la Sicilia. Da allora quella data non è più cambiata.
Com'è la giornata, ora per ora
Il ritmo si ripete ogni anno. Dalle sei alle dieci si celebrano messe al santuario ogni ora: è il momento del pellegrinaggio, quando la gente sale a piedi la scalinata mentre fa ancora buio. Alle 8:30, alla chiesa di Cristo Re, c'è la messa dedicata agli anziani, che i gradini non possono farli. Alle 11 la messa solenne sul monte, seguita dalla benedizione della città. Nel pomeriggio la processione attraversa le vie principali; in serata lo spettacolo in piazza Matteotti e i fuochi d'artificio sul lungomare Andrea Doria.
La discesa della statua
È il momento che vale il viaggio. Finita la messa delle undici, la statua scende dal monte lungo la stessa scalinata, portata a spalla, e attraversa via Libertà, via Veneto e piazza Matteotti fino alla chiesa di Cristo Re. Chi non è del posto non se lo aspetta: è una folla che accompagna in silenzio e poi esplode. Se dovete scegliere un solo momento della giornata, è questo.
Duecento bancarelle e il luna park
La parte civile non è un contorno. Per le vie del centro si allestisce una fiera-mercato con oltre duecento bancarelle — prodotti tipici, artigianato, dolciumi, cose di ogni genere — e in piazza Bontempo arrivano le giostre. La banda cittadina sfila per le strade dalla mattina. È la Sicilia delle feste di paese, quella vera, e dura tutto il giorno.
Il giorno in cui tornano tutti
C'è una cosa che i numeri non dicono. Il 22 ottobre tornano gli orlandini che vivono lontano: chi sta al nord, chi è emigrato, chi si è trasferito per lavoro. Arrivano anche i fedeli dai paesi vicini, a piedi o in gruppo. Per una giornata la città torna ad avere la popolazione che aveva. È il motivo per cui, se pensate di venire, conviene muoversi con anticipo: quel fine settimana i posti letto in zona si riempiono.
Se venite: le cose pratiche
Il traffico cambia. Per la processione vengono chiuse le vie del centro, si consigliano i parcheggi nelle aree periferiche e in genere vengono organizzate delle navette. Chi arriva in auto la mattina presto trova ancora posto; chi arriva a metà mattina no. La scalinata è l'unico modo per salire al santuario, e all'alba è buia: scarpe chiuse e una torcia, anche solo quella del telefono. E vestitevi a strati — a ottobre, alle sei del mattino, sul promontorio c'è vento. Come funziona il parcheggio →
L'ottava, e il ritorno sul monte
La festa non finisce il 22. C'è una novena che la prepara e un'ottava che la chiude, intorno al 26 ottobre. E la statua non torna subito: resta in paese, a Cristo Re, e dopo circa una settimana risale al santuario, dove resta per tutto l'anno. Chi si ferma qualche giorno può vedere anche quello — ed è un momento più raccolto, senza folla, che molti preferiscono.
Domande frequenti
Quando è la festa della patrona a Capo d'Orlando?
Il 22 ottobre di ogni anno, festa di Maria Santissima di Capo d'Orlando. La data risale al 1600, quando il santuario sul promontorio accolse per la prima volta il simulacro della Madonna. La festa è preceduta da una novena e chiusa da un'ottava intorno al 26 ottobre.
Cosa succede il 22 ottobre a Capo d'Orlando?
All'alba si sale a piedi al santuario sul monte, dove si celebrano messe ogni ora dalle sei alle dieci; alle undici la messa solenne e la benedizione della città; poi la statua scende dal monte e attraversa il paese fino alla chiesa di Cristo Re. Nel pomeriggio la processione per le vie principali, in serata lo spettacolo in piazza Matteotti e i fuochi sul lungomare.
Qual è il momento più bello della festa?
La discesa della statua dal monte, subito dopo la messa solenne delle undici: viene portata a spalla lungo la scalinata e attraversa il centro accompagnata da una folla che segue in silenzio.
Ci sono le bancarelle alla festa di Capo d'Orlando?
Sì: per le vie del centro si allestisce una fiera-mercato con oltre duecento bancarelle, e in piazza Bontempo arrivano le giostre. La banda cittadina sfila per le strade dalla mattina.
Come ci si muove a Capo d'Orlando il giorno della festa?
Le vie del centro vengono chiuse per la processione, si consigliano i parcheggi nelle aree periferiche e di norma vengono organizzate delle navette. Conviene arrivare la mattina presto, quando si trova ancora posto.
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