
Vulcano — Gran Cratere della Fossa
Dal bordo si guarda dentro un cratere che fuma davvero, con le fumarole gialle di zolfo e l'intero arcipelago disteso a nord. Si va quando lo dice il semaforo, e non si va da soli.
- Difficoltà
- Medio
- Durata
- 2 h a/r di cammino
- Dislivello
- 391 m dal porto di Levante
- Quota
- 391 m
- Periodo
- Tutto l'anno, con semaforo verde
Il semaforo, prima di tutto
L'accesso al sentiero è governato da un impianto semaforico automatico gestito dal Comune di Lipari in base alla direzione del vento, che determina dove finiscono i gas delle fumarole. Semaforo verde: si sale. Semaforo rosso o spento: sentiero chiuso, salita vietata. Non è una formalità — con i venti dai quadranti orientali il fumo invade proprio il tracciato. E c'è una ragione precisa dietro tutto questo apparato: dal 2021 sono aumentate la temperatura dei gas e le quantità di anidride carbonica e anidride solforosa emesse dal cratere. È il motivo per cui la salita è stata chiusa e poi riaperta con regole nuove.
Le tre regole che nessuno legge
Oltre al semaforo, il regolamento comunale dice altre tre cose, e sono quelle che la gente scopre sul posto. Non si sale da soli: serve essere almeno in due, esplicitamente per ragioni di soccorso — se ti succede qualcosa lassù, qualcuno deve poter chiamare. Non si esce dal tracciato segnato: il campo fumarolico e il fondo del cratere sono fuori percorso e restano fuori. Servono calzature da trekking, acqua, cibo e telefono, e non è un consiglio del blog: è scritto nel regolamento. Il resto — sandali, infradito, bottiglietta da mezzo litro — lo si vede comunque, tutti i giorni.
Fasce orarie
Dal 1° aprile al 20 ottobre la salita è consentita solo dalle 06:30 alle 10:30 e dalle 16:00 alle 19:30: le ore centrali sono interdette per calore e concentrazione di gas. Dal 21 ottobre al 31 marzo la finestra è 07:30–16:30. Gli orari valgono come limite di presenza sopra le quote interdette, non come ora di partenza: si calcola il rientro, non solo l'andata.
Quanto ci vuole davvero
Si parte poco fuori dal Porto di Levante. Primo tratto su sterrato, poi la salita diretta sul cono, su tufo chiaro e cenere compattata: ripida ma mai esposta, e con zero ombra. Questi sono i numeri misurati col GPS su una nostra salita partita alle sette del mattino di agosto: 8,43 chilometri e due ore e tre minuti di cammino effettivo, a una media di 4,1 km/h. Quel giro comprendeva anche il periplo della zona sommitale; oggi il percorso consentito è delimitato e il tempo si accorcia. Per la sola salita e ritorno, due ore sono una stima onesta.
Quanto è alto il bordo
La quota che si legge quasi ovunque, e che riportiamo anche noi nella scheda, è 391 metri. Va detto però che le fonti non concordano: Wikipedia colloca il bordo craterico a 386 metri. In entrambi i casi non è la cima dell'isola: il punto più alto di Vulcano è il Monte Aria, sul vecchio edificio vulcanico, a 500 metri. Il Gran Cratere è più basso e vale infinitamente di più, perché è quello che fuma.
L'eruzione che ha dato il nome a un modo di eruttare
Questa è la cosa che rende il posto diverso da qualunque altro cratere. Nella notte del 3 agosto 1888 un boato e i tremori del suolo annunciarono l'inizio di un'eruzione che sarebbe durata fino al marzo 1890: esplosioni intermittenti e fragorose, nubi di cenere fino a dieci chilometri di altezza, bombe e lapilli scagliati fin sopra Lipari. A studiarla e a descriverla furono Giuseppe Mercalli e Orazio Silvestri, e da quelle osservazioni entrò nella classificazione internazionale il termine «eruzione vulcaniana». Non è un modo di dire: un intero tipo di attività eruttiva, ovunque nel mondo, prende il nome da questo cratere. Da allora il vulcano non ha più eruttato — oltre centotrent'anni — ma continua a respirare gas, ed è per questo che c'è un semaforo.
Cosa si vede dal bordo
Dentro, il cratere vero: pareti a strati gialli, rossi e ocra, il fondo che fuma, e sul bordo il campo fumarolico con i cristalli di zolfo e il vapore che ti passa addosso quando gira il vento. Fuori, l'arcipelago in fila. Sotto c'è il paese, poi l'istmo e la gobba scura di Vulcanello — che non c'è sempre stata: emerse dal mare nel II secolo avanti Cristo come isolotto a sé, e solo dopo un cordone di sabbia l'ha saldata all'isola madre. Di fronte, oltre il braccio di mare, Lipari; più in là Salina con le sue due cime, e nelle giornate limpide Filicudi e Alicudi sul filo dell'orizzonte. La cima di Salina →
Consigli
Vai all'alba: aria pulita, luce radente sul cratere e nessuna coda — e come dicono i numeri qui sopra, è anche l'unico modo di farla senza soffrire. Evita di portare bambini molto piccoli o chi ha problemi respiratori: i gas ci sono, e il semaforo verde significa che sono accettabili, non che non ci sono. Niente sandali: la cenere entra ovunque e il tufo è abrasivo. E porta più acqua di quanta pensi: sul cono non c'è un filo d'ombra.
Domande frequenti
Quando è vietata la salita al cratere di Vulcano?
Con semaforo rosso o spento, e comunque fuori dalle fasce orarie: da aprile a ottobre le ore centrali del giorno (10:30–16:00) sono sempre interdette. Dal 21 ottobre al 31 marzo la finestra consentita è 07:30–16:30.
Si può salire al cratere di Vulcano da soli?
No. Il regolamento comunale vieta esplicitamente la salita in solitaria: bisogna essere almeno in due, per ragioni di soccorso immediato. È inoltre obbligatorio restare sul tracciato segnato e avere calzature da trekking, acqua, cibo e telefono.
Quanto dura la salita al Gran Cratere di Vulcano?
Circa due ore fra andata e ritorno per la sola salita al bordo. Su una nostra uscita misurata col GPS, partita alle sette del mattino e comprensiva del giro della zona sommitale, sono usciti 8,43 chilometri e due ore e tre minuti di cammino effettivo. Oggi il percorso consentito è delimitato e i tempi si accorciano.
Quanto è alto il cratere di Vulcano?
Il bordo del Gran Cratere della Fossa è dato quasi ovunque a 391 metri, anche se alcune fonti riportano 386 metri. Non è comunque il punto più alto dell'isola: quello è il Monte Aria, a 500 metri, sul vecchio edificio vulcanico.
Quando è stata l'ultima eruzione di Vulcano?
Fra il 3 agosto 1888 e il marzo 1890. Fu studiata da Giuseppe Mercalli e Orazio Silvestri, e da quelle osservazioni deriva il termine «eruzione vulcaniana», entrato nella classificazione internazionale. Da allora il vulcano non erutta più, ma continua a emettere gas: dal 2021 se ne monitorano temperatura e concentrazioni.
Cos'è Vulcanello?
È la penisola bassa e scura davanti al porto: emerse dal mare come isolotto autonomo nel II secolo avanti Cristo, e solo in seguito un cordone di sabbia l'ha unita all'isola di Vulcano formando l'istmo su cui oggi sorge l'abitato.
Il giorno prima
Il semaforo si controlla la sera, non la mattina.
Le regole di accesso cambiano senza preavviso: noi le guardiamo per voi e ve lo diciamo a colazione. Il porto è a 45 minuti.
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