
Panarea — Punta del Corvo
Chi liquida Panarea come isola di soli aperitivi non ha mai messo piede sul sentiero per la cima: da lassù si vedono da una parte Basiluzzo e il cono dello Stromboli, dall'altra Salina, Lipari e il pennacchio del cratere di Vulcano.
- Difficoltà
- Medio
- Durata
- 2 h 30 di cammino, 4 con le soste
- Dislivello
- 714 m sul giro completo
- Quota
- 421 m
- Periodo
- Aprile–giugno, settembre–ottobre
Il giro, non solo la cima
La maggior parte delle guide racconta la salita e ritorno da San Pietro. Il modo migliore di prendere Panarea, però, è il giro completo: si parte da Ditella, si sale sul versante occidentale, si passa per la cima e si scende verso sud, verso Drauto e Cala Junco, rientrando in paese. Questi sono i numeri veri, misurati sul nostro giro di aprile: 7,72 chilometri, 714 metri di dislivello positivo, due ore e mezza di cammino effettivo — che con le soste, le foto e la discesa a Cala Junco diventano una mattinata intera. Il paradosso apparente sono quei settecento metri di dislivello su un'isola alta poco più di quattrocento: la cresta è un sali e scendi continuo, e il conto si accumula.
Quanto è alta la cima, davvero
Punta del Corvo è il punto più alto di Panarea, e la quota che si legge quasi ovunque è 421 metri. Su questo però le fonti non concordano: alcune relazioni escursionistiche riportano 418 metri. È una differenza di tre metri che non cambia la giornata, ma preferiamo dirlo invece di scegliere. Quello che conta è un'altra cosa: Panarea è la più bassa e la più piccola delle sette isole, e questa cima modesta regala un panorama che le vette più alte dell'arcipelago non hanno, perché sta esattamente in mezzo.
Cosa si vede da lassù
Guardando a nord-est c'è il quadro che vale la salita: la sagoma tabulare di Basiluzzo appoggiata sull'acqua e, dietro, il cono dello Stromboli con il suo cappello di nuvola. Girandosi verso sud-ovest si aprono Salina con le sue due cime gemelle, Lipari e Vulcano, e nelle giornate limpide si distingue il pennacchio bianco che esce dal Gran Cratere. Sotto, il micro-arcipelago di Panarea al completo: Basiluzzo, Spinazzola, Dattilo, Lisca Bianca, Bottaro, Lisca Nera e gli scogli dei Panarelli e delle Formiche. Lungo la cresta si incontra anche un arco di roccia vulcanica aperto sul mare, che nessuno segnala e che è il punto in cui tutti si fermano.
È la più antica delle Eolie
Sembra un dettaglio da geologi e invece spiega la forma dell'isola. Panarea è la più antica dell'arcipelago: quello che si cammina è ciò che resta di un vecchio complesso vulcanico quasi interamente sommerso, e gli isolotti intorno non sono scogli sparsi ma i pezzi emersi dello stesso edificio. È per questo che il mare qui è basso e verde fra un'isola e l'altra: si naviga sopra il cratere. E l'isola è quiescente, non spenta: sulla spiaggia della Calcara escono ancora fumarole di vapore che arrivano ai cento gradi.
Il villaggio dell'età del bronzo sopra Cala Junco
La discesa verso sud passa dal pezzo di Panarea che nessuno si aspetta. Sul promontorio di Capo Milazzese, su un pianoro a picco sul mare, ci sono i resti di un villaggio dell'età del bronzo del XIV secolo a.C.: capanne ovali con i muri ancora leggibili, e fra i materiali ritrovati ceramica di origine micenea — la prova che tremilaquattrocento anni fa questa scogliera era su una rotta commerciale del Mediterraneo. Sul numero delle capanne le fonti divergono: Wikipedia parla di una ventina, il portale turistico delle Eolie di ventitré ovali più una quadrangolare. Sotto il villaggio si apre Cala Junco, la baia con l'acqua che passa dallo smeraldo al blu, chiusa da un pinnacolo roccioso che chiamano Castello del Salvamento: ci si rifugiavano quando arrivavano i pirati.
Il sentiero, e le cose che nessuno dice
Si sale per mulattiere e gradinate fra i muri a secco, poi il tracciato si stringe e diventa sentiero aperto sulla macchia. È segnato, ma i gradoni sono alti e ripidi e in alcuni tratti la traccia è stretta, con erba alta a fine estate: pantaloni lunghi, non shorts. Ombra: quasi zero. Sulla cresta non c'è riparo, e lungo il percorso non c'è una fontana né un bar. Due litri d'acqua a testa, cappello, e se si scende nel tardo pomeriggio una frontale leggera: gli ultimi tratti fra i muri a secco e la vegetazione alta si fanno bui in fretta. Sull'isola non circolano automobili: qualunque cosa dimentichiate al porto, ve la fate a piedi.
Quando andare
Da aprile a giugno, e poi settembre e ottobre. Le fotografie di questa pagina sono di metà aprile: l'isola era fiorita, il sentiero pulito, le case ancora chiuse e sulla cresta non c'era nessuno. In luglio e agosto la salita nelle ore centrali è da evitare: nessuna ombra, roccia che riverbera, e il resto dell'isola pieno. Se ci si trova qui in piena estate, si parte all'alba e si è in cima prima delle nove.
Domande frequenti
Quanto dura il giro di Panarea con Punta del Corvo?
Il giro completo dell'isola passando dalla cima misura 7,72 chilometri con 714 metri di dislivello positivo, e si cammina in circa due ore e mezza effettive: con le soste, le foto e la discesa a Cala Junco diventa una mattinata intera. La sola salita e ritorno da San Pietro è più corta: circa due ore e mezza di cammino, soste comprese.
Quanto è alta Punta del Corvo?
È il punto più alto di Panarea. La quota riportata quasi ovunque è 421 metri, ma alcune relazioni escursionistiche indicano 418 metri: le fonti non concordano su questi tre metri. Panarea resta comunque la più bassa e la più piccola delle sette Eolie.
Cosa si vede dalla cima di Panarea?
Verso nord-est Basiluzzo e il cono dello Stromboli; verso sud-ovest Salina con le due cime, Lipari e Vulcano, di cui nelle giornate limpide si distingue il pennacchio del Gran Cratere. Sotto, tutti gli isolotti del micro-arcipelago: Basiluzzo, Spinazzola, Dattilo, Lisca Bianca, Bottaro, Lisca Nera e gli scogli dei Panarelli e delle Formiche.
Cos'è il villaggio preistorico di Cala Junco?
È un insediamento dell'età del bronzo del XIV secolo a.C. sul promontorio di Capo Milazzese, con i resti di capanne ovali affacciate a picco sul mare. Fra i materiali ritrovati c'è ceramica di origine micenea, segno che l'isola era su una rotta commerciale del Mediterraneo. Sul numero esatto delle capanne le fonti divergono, fra una ventina e ventiquattro.
Il sentiero per Punta del Corvo è difficile?
È di difficoltà media e va preso sul serio: gradoni alti e ripidi, tratti stretti con erba alta a fine estate e quasi nessuna ombra lungo il percorso. Servono scarpe da trekking, pantaloni lunghi, cappello e almeno due litri d'acqua a testa, perché lungo il sentiero non c'è nulla.
Qual è il periodo migliore per salire a Punta del Corvo?
Da aprile a giugno, poi settembre e ottobre. In primavera l'isola è fiorita e il sentiero è pulito; in luglio e agosto la salita nelle ore centrali è sconsigliata per l'assenza totale di ombra, e conviene partire all'alba.
Partire presto
Panarea in giornata regge, ma di poco.
La salita va fatta presto, e l'ultimo aliscafo non aspetta. Colazione anticipata e porto a 45 minuti: il margine ve lo diamo noi.
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