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Filicudi con il cappello di nuvola sulla cima e un faraglione sulla sinistra, vista da una terrazza bianca di Salina

Filicudi

Filicudi — il sentiero per Zucco Grande

Una mulattiera lungo il versante nord-est porta a un paese dove vivevano trecento persone, che se ne andarono quasi tutte in Australia. Restano i ruderi, i terrazzamenti a secco e due o tre case rimesse in piedi.

Difficoltà
Medio
Durata
Le fonti vanno da 1 a 4 ore
Dislivello
Non pubblicato da nessuna fonte affidabile
Quota
Circa 270 m, ma lo dice una sola fonte
Periodo
Marzo–giugno, settembre–novembre

Trecento persone, poi l'Australia

Zucco Grande era una frazione di Filicudi come tante: case di pietra, terrazzamenti, capperi e vigna. Ci vivevano circa trecento persone — è la cifra su cui tutte le fonti che abbiamo trovato concordano — e poi se ne andarono quasi tutte in Australia. Nessuna fonte parla di un evento singolo: non un terremoto, non una frana, non uno sgombero. Solo l'emigrazione, che nelle isole minori ha fatto più danni di qualunque eruzione. Su quando, però, le fonti non vanno d'accordo: chi scrive «negli anni Cinquanta», chi «negli anni Sessanta», chi «da quasi un secolo», che porterebbe agli anni Trenta. Non siamo riusciti a raggiungere nessuna fonte d'archivio per stabilirlo, e preferiamo dirlo.

Cosa resta, davvero

Ruderi di case, vicoli invasi dalle felci, e soprattutto terrazzamenti a secco: muri di pietra su pietra che coprono il fianco della montagna, costruiti per coltivare dove non c'era un metro di piano. Sono la cosa che colpisce più delle case. E non è tutto rudere: due o tre abitazioni sono state restaurate, e chi ci passa racconta di lavori in corso — qualcuno d'estate ci torna. Per questo il sentiero resta praticabile: non è un posto morto, è un posto quasi vuoto.

Il sentiero, e perché non diamo i numeri

Si parte da Valdichiesa e si segue la vecchia mulattiera verso nord-est lungo il fianco orientale dell'isola; c'è anche chi lo attacca dal porto di Filicudi, più in basso. La lunghezza che troviamo scritta è di circa due chilometri per un solo verso. Sul resto, leggete il riquadro qui sopra: è un sentiero da fare con la mattina davanti, non nell'ora prima dell'aliscafo. Una cosa buona la sappiamo: i sentieri di Filicudi vengono ripuliti ogni primavera, e questo in particolare passa accanto a case ancora usate d'estate, quindi è tenuto.

Dove continua, e dove no

Da Zucco Grande il sentiero non finisce. Si prosegue verso il Vallone Fontana, dove c'è una sorgente dentro una piccola grotta col capelvenere, e più avanti fino alle Case Ficcarisi, altri ruderi sopra la costa dei Siccagni: con questa estensione si parla di una giornata intera. Da Zucco Grande scende poi un secondo sentiero fino alla spiaggia di ciottoli della Fossa. Una cosa che va detta perché in rete si confonde: non esiste nessun sentiero documentato da Zucco Grande alla Grotta del Bue Marino — quella sta sul versante ovest, opposto, e ci si arriva in barca.

Quando andarci, e cosa portare

Non d'estate: il sentiero è esposto e senza ombra, e a luglio e agosto nelle ore centrali è una cattiva idea. Primavera e autunno sono le stagioni giuste. Scarpe da trekking vere, cappello, pantaloni lunghi se la vegetazione è cresciuta. L'acqua portatela: l'unica lungo il percorso è quella della sorgente del Vallone Fontana, e nessuna fonte ne dichiara la potabilità. E alzate gli occhi sulle falesie di quel lato: lì nidifica una colonia di falchi della regina. Sull'isola i soccorsi sono lontani: non è il posto per improvvisare.

Riserva e Unesco: cosa è protetto davvero

Filicudi è riserva naturale orientata dal 25 luglio 1997 — «Isola di Filicudi e scogli Canna e Montenassari» — con i due faraglioni in riserva integrale. Sull'estensione le fonti divergono: la Regione Siciliana indica 635,93 ettari, la valutazione IUCN del 1999 per l'Unesco parlava di 562. Su Zucco Grande c'è un riconoscimento suo: dal 29 agosto 2017 è geosito regionale di interesse nazionale — ma il decreto riguarda le vulcaniti del centro eruttivo, cioè le rocce, non il villaggio. E sull'Unesco: le Eolie sono patrimonio mondiale dal 2000 come sito naturale, per il solo criterio geologico, con un perimetro iscritto di 1.216 ettari su tutto l'arcipelago — dire «l'isola è Unesco» è comodo e impreciso. L'isola →

Il progetto per rimetterlo in piedi

Nel settembre 2024, dal 18 al 22, si è tenuta a Filicudi una summer school dell'Università di Catania con l'Ordine degli Ingegneri di Catania, dedicata esattamente a questo: il recupero degli edifici tradizionali per l'accoglienza turistica, caso di studio Zucco Grande. Il progetto è partito dal professore di architettura Vincenzo Sapienza, e il 12 ottobre 2024 sette gruppi di studenti hanno presentato un masterplan che immagina Zucco Grande come albergo diffuso. Se e quando succederà non lo sappiamo. Come si arriva a Filicudi da qui →

Domande frequenti

Cos'è Zucco Grande a Filicudi?

Una frazione abbandonata sul versante nord-est di Filicudi. Ci vivevano circa trecento persone, che emigrarono quasi tutte in Australia. Oggi restano i ruderi delle case, i vicoli invasi dalle felci, ampi terrazzamenti a secco e due o tre abitazioni restaurate da chi vi torna d'estate. Ci si arriva solo a piedi.

Quando è stato abbandonato Zucco Grande?

Le fonti non concordano e preferiamo dirlo: alcune scrivono negli anni Cinquanta, una negli anni Sessanta, altre «da quasi un secolo», che porterebbe agli anni Trenta. Non abbiamo raggiunto fonti d'archivio o censuarie per stabilirlo. Su una cosa concordano tutte: la causa fu l'emigrazione, in gran parte verso l'Australia.

Quanto ci vuole per arrivare a Zucco Grande?

Dipende da chi lo scrive, e la forbice è larga: un'ora per un verso da Valdichiesa secondo diverse fonti, due ore andata e ritorno secondo un'altra, tre ore, e tre o quattro partendo dal porto. Anche la difficoltà è data da «bassa-media» a «medio-elevata». La lunghezza indicata è di circa due chilometri per un verso. Consideratela una mezza giornata.

Si può proseguire oltre Zucco Grande?

Sì, in due direzioni documentate: verso il Vallone Fontana, dove c'è una sorgente in una piccola grotta, e più avanti fino alle Case Ficcarisi, per una giornata intera; e in discesa fino alla spiaggia di ciottoli della Fossa. Non esiste invece alcun sentiero documentato verso la Grotta del Bue Marino, che sta sul versante opposto e si raggiunge in barca.

Dormire a Capo d'Orlando

Una base in centro, e il resto diventa una gita.

Il porto per le Eolie è a 45 minuti, i Nebrodi alle spalle. Colazione servita presto per chi parte all'alba.

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Il corso di Capo d'Orlando che scende verso il mare al tramonto, visto dal rooftop
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